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Catalogna 1936-2017

Dopo il lungo letargo, che sembra non debba aver mai fine, del movimento di classe proletario, ogni stormir di fronda, ogni manifestazione di dissenso e di ribellione, scuote gli animi di coloro che ancora credono in una ripresa di un movimento rivoluzionario a breve termine, se non altro l’apertura di una serie di lotte che ne riaccendano la fiamma.

È il caso di quanto sta avvenendo in Catalogna, a questo riguardo la situazione oggettiva è ben lontana dalle aspettative, per meglio riflettere sull’evento riteniamo utile riportare l’attenzione di quanto avvenne in Spagna nel 1936, quando ancora la memoria del glorioso Ottobre Rosso era ancora viva nel cuore delle masse operaie, che erano disposte a metter in gioco la vita per un radicale cambiamento sociale (situazione che non si riscontra certo nell’Europa attuale), ma che non ebbe alcuno sbocco rivoluzionario e che fu, purtroppo, preludio alla preparazione del secondo conflitto mondiale.

Rimandiamo alla lettura dei seguenti testi, che senza dubbio offrono l’occasione di una profonda riflessione, che non vuole escludere che le contraddizioni del sistema portino inevitabilmente al crescere del dissenso e alla rinascita di un movimento classista, ma che aiutino a considerare gli eventi nella loro oggettività, per meglio poter cogliere il momento in cui poter orientare al meglio le proprie energie senza fare il gioco del nemico di classe.

Agustin Guillamon lborra “I BORDIGHISTI NELLA GUERRA CIVILE SPAGNOLA” Centro Studi Pietro Tresso

George Orwell “OMAGGIO ALLA CATALOGNA” editori vari

Per coloro che ancora credono che l’insofferenza della piccola borghesia dovuta al rifiuto ad essere inevitabilmente proletarizzata, possa in un qualche modo contribuire alla ripersa di un movimento classista e che quindi vada appoggiata nelle proprie rivendicazioni di autonomia e indipendenza locali, in quanto comunque inerente al principio dell’autodeterminazione dei popoli, consigliamo le seguenti letture:

Amadeo Bordiga “I fattori di razza e nazione nella teoria marxista” edizioni ISKRA

Friedrich Engels “Le origini della famiglia della proprietà privata dello stato” editori vari

Dal nostro punto di vista, la rivendicazione dell’autodeterminazione dei popoli, era attuale e praticabile per quanto riguardava le nazioni oppresse dalla Russia zarista e dalle colonie in genere, per le quali si auspicava una rapida saldatura con la rivoluzione russa, quando queste aveva ancora delle connotazioni rivoluzionarie.

Se per quanto riguarda L’Europa, l’epoca degli irredentismi, che giustificava la partecipazione attiva del proletariato (che si batteva a fianco delle rispettive borghesie per l’abbattimento delle aristocrazie che impedivano lo sviluppo del nuovo modo di produzione), finisce con la guerra Franco Prussiana nel 1871, per quanto riguarda le altre nazionalità oppresse dal colonialismo, la fase di appoggio alle lotte anticoloniali di liberazione nazionale si può considerarsi conclusa negli anni 70.

Oggi, ogni rivendicazione di autonomia e di indipendenza nazionale va contro gli interessi del proletariato, in quanto non può avere, oggettivamente, alcuno sbocco rivoluzionario, se non, là dove mai trovasse spazio per essere realizzata, un rapido peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei proletari, che si troverebbero maggiormente isolati e vincolati allo sviluppo economico della loro nuova “patriuccia” borghese.

Se già la guerra di Spagna fu lotta tra fazioni borghesi e la parola d’ordine per i proletari doveva essere il disfattismo rivoluzionario per entrambi i fronti, nella Catalogna del 2017 appoggiare la rivendicazione dell’indipendenza è diserzione dalla lotta di classe.

APOLOGIA DI FASCISMO A CHIOGGIA!

Qualche considerazione sull' antifascismo e a seguire :

"Il più disgraziato e pernicioso prodotto del fascismo è l'antifascismo" (A. Bordiga)

Periodicamente lo stato si accorge di qualche trasgressore per riesumare il proprio progenitore da sbandierare a mo’ di minaccia ogni qualvolta si metta in discussione la democrazia.

È recente l’episodio di dello stabilimento balneare di Punta Canna, dove il gestore buon tempone ha tappezzato il luogo di cartelli raffiguranti Mussolini, frasi del ventennio e simboli vari.

La cosa (chissà da quanto andava avanti) ha suscitato lo scandalo da parte degli attuali rappresentanti al governo e qualcuno si è preso la briga di proporre un nuovo disegno di legge che inasprisca le restrizioni in materia di apologia di fascismo già esistenti che qui riportiamo:

La proposta di legge di Fiano si chiama “Introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, concernente il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista”. La proposta ha un unico articolo e dice:

«Nel capo II del titolo I del libro secondo del codice penale, dopo l’articolo 293 è aggiunto il seguente:

Art. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista). – Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici».

Da un punto di vista del diritto borghese è una chiara violazione del diritto di opinione, la questione è stata sollevata dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle che l’hanno definita una legge “liberticida” il risultato è che tutta la sinistra “ordinaria” si è inalberata scandalizzata, trascinandosi dietro anche le frange più “sane” la borghesia può dirsi soddisfatta ha ottenuto il suo risultato, la democrazia è salva!

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I VACCINI, OVVERO: LA SALUTE IN CATENA DI MONTAGGIO

Aggiorniamo l'articolo a seguire con una notizia degli ultimi giorni, come si prevedeva lo Stato Democratico si è piegato agli interessi delle case farmaceutiche, fortunatamente qualcuno sa come rispondere: al Dott. Mario Miedico va tutta la nostra solidarietà.

lettera del Dott. Dario Miedico al presidente dell'ordine dei medici di Milano

Ecco che arriva l’ennesimo sopruso di una delle corporazioni più potenti della classe borghese nostrana e la dimostrazione della fallacità del principio democratico.

A prescindere dall’efficacia o meno dei vaccini, tema che si argomenterà in seguito, quello che è significativo è la modalità con la quale il maglio della lobby dei gestori della salute pubblica si abbatte sulla comunità.

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UNITI PER LA LIBERA SCELTA (VACCINALE)

 

 UNITI PER LA LIBERA SCELTA VACCINALE è un gruppo nato spontaneamente su Facebook per impedire che il Decreto Lorenzin sull'obbligatorietà dei vaccini diventi legge a tutti gli effetti, è nostra opinione che l'argomento e la situazione debbano cogliere l'interesse dei militanti comunisti, che in merito a scienza, salute e medicina, hanno molto da dire, aggiungiamo quindi le nostre osservazioni in merito.

La posizione dell’attuale governo italiano, come annunciato in un precedente articolo, che si è allineato agli indirizzi suggeriti dall’ordine dei medici in materia di vaccinazioni, è andato oltre le aspettative, imponendo l’obbligo di dodici vaccini, un obbligo che se non rispettato fa scattare provvedimenti che vanno da un’ammenda di 7.500,00 eur alla perdita della patria potestà, il tutto senza specificare direttive adeguate di controllo sugli effetti collaterali che i vaccini potrebbero causare in alcuni soggetti.

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BREXIT E LA BUFALA DELLA DEMOCRAZIA

Che la democrazia fosse una “bufala” come forma di governo i comunisti lo sapevano fin dall’epoca della Comune di Parigi, quando K.Marx in una intervista ebbe a dichiarare:

[Appunti di un'intervista, che Karl Marx rilasciò ad' un corrispondente del quotidiano «The World »]

[<<Woodhull & Clafin’s·Weekly>>:. Nr: 13/65 del 12 agosto 1871]

lo: Mi sembra che la risoluzione sperata, di qual genere essa possa essere, sarà raggiunta nel nostro paese senza il mezzo violento della rivoluzione. un metodo inglese dell'agitazione attraverso le assemblee e la stampa, fino a che la minoranza divenga maggioranza, è un segno pieno di speranza.

Dr. Marx: Io a questo proposito non sono così ottimista come lei. La borghesia inglese ha da sempre mostrato di accettare il giudizio della maggiorana, quando essa possiede il .monopolio elettorale. .Stia pur certo che appena essa si troverà in minoranza su questioni che  ritiene  per sé vitali, noi ci troveremo di fronte ad una nuova, violenta lotta di schiavisti contro il proletariato radicale.

E’ comunque significativo quanto espone un esimio rappresentante della stampa e della cultura borghese quale Angelo Panebianco, nell’editoriale del Corriere della Sera di Mercoledì 6 Luglio 2016.

Attraverso un contorto ragionamento (che lui potrebbe definire anche “dialettico”) cerca di districarsi tra le più evidenti contraddizioni della Democrazia, in quanto forma di governo, cercando di salvarne almeno una facciata, ma ricadendo in questo nell’affermazione che detta forma non è altro che la dittatura mascherata che i governi classisti hanno sempre usato per mantenere il proprio dominio di classe.

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