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I VACCINI, OVVERO: LA SALUTE IN CATENA DI MONTAGGIO

Aggiorniamo l'articolo a seguire con una notizia degli ultimi giorni, come si prevedeva lo Stato Democratico si è piegato agli interessi delle case farmaceutiche, fortunatamente qualcuno sa come rispondere: al Dott. Mario Miedico va tutta la nostra solidarietà.

lettera del Dott. Dario Miedico al presidente dell'ordine dei medici di Milano

Ecco che arriva l’ennesimo sopruso di una delle corporazioni più potenti della classe borghese nostrana e la dimostrazione della fallacità del principio democratico.

A prescindere dall’efficacia o meno dei vaccini, tema che si argomenterà in seguito, quello che è significativo è la modalità con la quale il maglio della lobby dei gestori della salute pubblica si abbatte sulla comunità.

 

La minaccia di radiare dall’albo i medici che sconsigliano le vaccinazioni ( a parte alcuni casi dove le controindicazioni sono più che eclatanti) viene presa e imposta nel momento in cui le vaccinazioni risultano essere in forte e progressiva diminuzione.

Le argomentazione addotte sono pressoché ridicole: “Si rischia che malattie ormai scomparse si ripresentino e mettano a rischio tutta la comunità”.

Non è tanto sull’atto autoritario di per sé, comunque necessario in una società complessa e articolata come quella degli stati moderni, ma è la modalità con la quale questo viene agito che smaschera, ancora una volta la demagogia dietro la quale l’ipocrisia borghese nasconde il proprio strumento di dominio di classe, la Democrazia.

Ancora una volta  i fatti dimostrano ciò che Karl Marx ebbe a dichiarare  in una intervista nel 1871

Ecco che quando il sicuro “mercato della salute” inizia a vacillare, mettendo in crisi la produzione di uno dei più aggressivi colossi produttivi, il settore chimico (1), la componente più servile del settore medico tira fuori le unghie nei confronti dei propri simili che si stanno allontanando dalla strada comune (ricorda tanto ciò che è appena avvenuto in Turchia e che sta avvenendo un po’ a tutte le democrazie) e molto probabilmente anche lo stato si inchinerà ai poteri “superiori”.

E’ ormai da tempo che le persone hanno sempre meno fiducia dei vaccini e se ne allontanano istintivamente, anche perché l’inutilità e la pericolosità degli stessi non sembra essere inferiore alla loro efficacia, che comunque non è “scientificamente” dimostrabile.

Da quando sono diminuite le vaccinazioni si sarebbero dovute ripresentare le famose malattie scomparse, in modo particolare in quei paesi dove anziché i vaccini si somministrano rimedi omeopatici (Germania, Francia) in realtà alla diminuzione delle vaccinazioni non è corrisposta la rinascita delle malattie scomparse, nemmeno nella nostra evoluta italietta dove l’omeopatia è ancora considerata stregoneria.

Di fatto quella che si agita non è il ceto dei medici, ma i produttori dei vaccini.

Cè chi sostiene, ingenuamente, che il costo dei vaccini è irrisorio, ma questo è altrettanto ridicolo, quello che determina il profitto di una merce non è il costo più o meno elevato, ma il suo rapporto tra costo di produzione e ricavo dalla vendita delle stesse.

Ideate un oggetto con un basso costo di produzione, ma che serve a tutti, producetelo e sarete ricchi.

Certo per la massa è gratis, ma a quanto ammonta il costo sociale per l’acquisto dei vaccini? lo stesso vale per tutti i farmaci erogati “gratuitamente” al dettaglio.

Qui non si vuole spezzare una lancia a favore dell’omeopatia piuttosto che dell’allopatia, in quanto produttori di farmaci di sintesi, piuttosto che di rimedi omeopatici, sono entrambi colossi imprenditoriali che funzionano con le stesse regole del mercato, quindi una lotta tra borghesi per fini borghesi.

A noi interessa prendere in considerazione l’aspetto della salute da un punto di vista umano, aspetto che la stessa OMS è stata costretta ad affermare, per poter conciliare i molteplici interessi che fanno regolarmente scontrare i detentori della salute pubblica sparsi nei vari stati:

 

“La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia”

 

Come al solito “teoria”, come la delicatezza che è solita usare la borghesia progressista altrimenti sinistra borghese, quando pensa di restituire dignità alle persone cambiando semplicemente le denominazioni senza cambiare la sostanza, come se una casa circondariale abbia perso le caratteristiche di un carcere, o se l’ operatore ecologico svolga un lavoro meno pesante e avvilente (2) dello spazzino, per giungere fino al paradosso del compromesso storico tra il datore di lavoro e il prestatore d’opera.

Una società dove l’individuo viene messo al di sopra di ogni cosa, si rivela di fatto, nella sua caratteristica classista, una società perfetta per l’oppressione dell’individualità collettiva da parte di una classe dominante.

Gli individui sono tali in quanto diversificati tra loro, dal sesso, dalla statura, dal colore della pelle piuttosto che dei capelli; anche se le sempre più frequenti mescolanze di etnie sta generando quella che sarà la specie del futuro, gli individui saranno sempre differenti l’uno dall’altro, come i granelli di sabbia.

Al di là della definizione che da l’OMS della salute, la realtà  è che in una società mercantilistica, dove tutto è finalizzato all’ottenimento del profitto monetario, e quindi sulla necessità del lavoro salariato, tutto ciò che impedisce di recarsi al lavoro, o alle attività ad esso connesse (scuola) viene considerata malattia.

E’ questo uno dei motivi primari della discriminazione della donna nel mondo del lavoro (non certo in quello della politica borghese), le problematiche legate al femminile quali i disturbi legati al flusso mestruale, piuttosto che la gravidanza le impediscono di fornire quella continuità produttiva di cui necessita la produzione capitalistica privata (3)

La competitività aziendale ha spinto a ideare sempre più avanzate tecnologie produttive, una delle prime, a seguire le manifatture, è stata la catena di montaggio, che ha permesso di razionalizzare al massimo la produzione.

Secondo la stessa logica viene considerata la salute umana, una medicina a misura d’uomo sarebbe troppo costosa per un società basata su di una produzione di profitti monetari, una società dove bambini e anziani non vengono presi in considerazione in quanto”improduttivi”.

Quindi i farmaci vanno “standardizzati”, solo così si può garantire un alto profitto, solo che le persone non sono standard, ogni individuo, nella propria diversità, reagisce in modo diverso alle sollecitazioni fisiologiche.

La “scienza” chiaramente deve asservirsi, dichiarando che se un farmaco non agisce allo stesso modo per tutti, non è da considerarsi “scientificamente” valido.

D’altronde la malattia, così concepita, alimenta un settore merceologico enorme.

Ci vengono spesso proposti i bambini, come prime vittime impotenti delle più svariate malattie, per promuovere raccolte di fondi per associazioni di medici “umanisti” , ma poco si parla dei problemi dei bambini delle nazioni industrializzate.

Sempre per le esigenze di poter produrre profitto, ecco che ogni anno i testi di scuola cambiano, diventano più voluminosi, più pesanti (senza che il contenuto cambi nella sostanza), ecco che necessitano gli zaini (non basta più la cinghia elastica per contenere i libri degli anni cinquanta già per le scuole elementari).

I bambini camminano sempre più curvi e le patologie posturali proliferano… un problema? Macché, una manna! qui il ministero della salute e l’ordine dei medici si guardano bene dall’intervenire, ci pensano fisiatri, fisioterapisti, ortopedici, produttori di protesi, chirurghi che non vedono l’ora di aumentare la propria produttività ed il proprio reddito.

Una catena di montaggio inarrestabile in questo sistema, che solo una  rivoluzione comunista potrà spezzare, tanti sono gli interessi economici opportunistici che corrompono migliaia di persone a cui viene offerto il banchetto antropofago in virtù del potere del denaro.

L’argomento sulla salute merita una trattazione a sé, per ora ci basta denunciare l’ennesimo sopruso dell’ipocrisia della classe dominante, uno dei tanti e sempre più frequenti segnali della crisi che sta attraversando la stessa e che la costringe nelle sue sfere più deboli a blindare sempre di più i propri regimi “democratici”.

Segnali che dovrebbero metter in guardia i proletari.

La borghesia sta mostrando sempre più il suo vero volto di classe dominante e il proletariato non deve rivendicare un ritorno ai principi democratici, in quanto la situazione materiale li rende impraticabili, gli interessi di classe si fanno materialmente sempre più inconciliabili.

Solo il proletariato, organizzato in Partito, potrà, conquistato il potere, agire quegli atti autoritari volti alla fine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, al depauperamento delle risorse della natura, ai sempre più diffusi conflitti imperialistici.

Alla guerra imperialistica e alla dittatura borghese dovrà contrapporre la guerra di classe internazionale e la propria dittatura, non avrà bisogno dello strumento ipocrita della democrazia come forma di governo, in quanto getterà le basi materiali per una società senza classi e senza governi, allora si potrà dedicare a realizzare uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia (4)

 

NOTE:

(1) Dopo il primo conflitto mondiale si affermano le prime multinazionali, quali la I.G. Farben nell’industria chimica, che finanzierà il partito nazionalsocialista e sarà molto attiva nella ricerca e sperimentazione nei campi di internamento.

(2) E’ chiaro che tutte le mansioni sottoposte a salario sono avvilenti, ma per la cultura borghese alcuni lavori lo sono più di altri, in quanto producendo meno profitto sono meno remunerati e quindi più avvilenti, materialmente, per i proletari.

(3) E’ il modo di produzione capitalistico privato che genera la competitività e la logica dello sfruttamento progressivo della forza lavoro e tutte le relative discriminazioni.

Quando il modo di  produzione capitalistico (in quanto razionalizzazione della produzione) sarà socializzato (nella fase socialista), anziché produrre disoccupazione, diminuirà il lavoro necessario alla sopravvivenza e aprirà la strada alla società comunista.

(4) Il tema salute è stato necessariamente toccato in questo articolo, ma unitamente al tema scienza, merita una trattazione ben più ampia che faremo prossimamente.