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UNITI PER LA LIBERA SCELTA (VACCINALE)

 

 UNITI PER LA LIBERA SCELTA VACCINALE è un gruppo nato spontaneamente su Facebook per impedire che il Decreto Lorenzin sull'obbligatorietà dei vaccini diventi legge a tutti gli effetti, è nostra opinione che l'argomento e la situazione debbano cogliere l'interesse dei militanti comunisti, che in merito a scienza, salute e medicina, hanno molto da dire, aggiungiamo quindi le nostre osservazioni in merito.

La posizione dell’attuale governo italiano, come annunciato in un precedente articolo, che si è allineato agli indirizzi suggeriti dall’ordine dei medici in materia di vaccinazioni, è andato oltre le aspettative, imponendo l’obbligo di dodici vaccini, un obbligo che se non rispettato fa scattare provvedimenti che vanno da un’ammenda di 7.500,00 eur alla perdita della patria potestà, il tutto senza specificare direttive adeguate di controllo sugli effetti collaterali che i vaccini potrebbero causare in alcuni soggetti.

 

Un provvedimento che ha sollevato una levata di scudi, anche da parte di coloro che in linea di massima condividono l’uso dei vaccini, rivendicando la libertà di decisione sulle vaccinazioni.

Grazie al tanto criticato Facebook, la comunicazione ha girato molto velocemente tra le persone che si sono attivate organizzando manifestazioni in varie città italiane, significativa quella svoltasi a Roma il 12 giugno c.a. che ha raccolto dalle 10 alle 15.000 persone (stima degli organizzatori) ma al di là del numero dei presenti in piazza il tam-tam è stato di tale intensità che ha costretto, anche se timidamente, le direzioni dei vari tg a parlare del dissenso sorto nei confronti del decreto Lorenzin.

Nel frattempo sono emerse anche situazioni inquietanti, quali il fatto che il collaboratore stretto della Lorenzin, il dirigente del ministero della Salute, Ranieri Guerra, ha firmato un atto pubblico sui vaccini sedendo, come da curriculum, nel Cda della Fondazione Glaxo, che come noto produce il vaccino esavalente venduto in Italia. sia amministratore delegato della Glaxo, la produttrice del vaccino esavalente, che lo stesso marito della Lorenzin, Alessandro Picardi è direttore delle relazioni istituzionali e internazionali della tv nazionale Rai e anche presidente tvsat, questo spiga il perché di tanta solerzia nell’emettere il decreto e del silenzio mediatico caduto sulle proteste.

Per noi non è certo una novità che in regime capitalistico privato si mettano in atto tutte le manovre possibili e spesso sotterranee, per aggirare quelle stesse regole di libertà di mercato che sono proprie del regime economico vigente, ma che si dimostrano, strada facendo, sempre più impraticabili, scoprendo la tendenza naturale della produzione a essere centralizzata e socializzata, una situazione che impone alle situazioni più deboli economicamente di ricorrere agli espedienti più intriganti, alimentando conflitti interimperialistici sempre più diffusi e aperti (già nel 1873, con la prima grande crisi di sovrapproduzione, emergevano le prime contraddizioni nell’ambito della classe borghese che in una sua parte si opponeva agli interventi statali in ambito economico, un conflitto che sarò sanato temporaneamente con la politica coloniale e con il primo conflitto mondiale, ma che si ripresenterà puntualmente alimentando il secondo conflitto mondiale)

Tutti si inalberano quando viene lesa in modo così palese la pubblica libertà e per il dilagare di speculazioni e corruzioni, ma questo non è altro che la vera faccia di un sistema la cui prima grande speculazione è quella che si agisce attraverso il sistema della moderna schiavitù del lavoro salariato.

Un tema, quello della salute, che non tocca unicamente il proletariato, ma che è interesse sensibile di massa, un’occasione per un Partito Comunista Rivoluzionario di ribadire i seguenti concetti:

Scienza e stato di salute sono definiti nella loro accezione solo in quanto asserviti alle regole imposte dall’economia capitalistica privata, quindi non saranno mai a misura d’uomo, stando l’attuale dominio borghese, ma saranno appannaggio solo per le esigenze della classe dominante, così come le modalità di produzione e l’uso dei prodotti stessi.

Una vera scienza e medicina si potranno sviluppare solo in un ambiente sociale armonico dove non esistano più conflitti di classe.

Oggi si è costretti a rincorrere i danni ormai consolidati, prodotti dall’anarchia produttiva e dalla sete insaziabile di profitti monetari, a ricorrere necessariamente a rimedi che si dimostrano sempre più invasivi come gli interventi chirurgici e i farmaci, non esclusi i vaccini, questo non significa che si condivida la visione della vita imposta dal sistema, che nel tempo con l’abuso di farmaci e lo sfruttamento a livello esponenziale della forza lavoro e delle risorse della natura, ha indebolito la natura tutta, non ultima le difese immunitarie del genere umano.

È quindi più che lecito rivendicare maggiori controlli su farmaci e vaccini e inibirne l’obbligatorietà, così come è più che lecito rivendicare forti aumenti salariali e diminuzione dell’orario di lavoro.

Sono le uniche armi oggi in mano al proletariato per contrastare lo strapotere della borghesia che si allontana sempre più dalla soddisfazione dei bisogni di specie, alimentando solo le proprie ambizioni classiste e il modo di produzione capitalistico, aspirando a colonizzare Marte, quando non è in grado di risolvere problemi ben più elementari sul nostro pianeta.

Una logica, quella borghese, che si dimostra sempre più fallimentare e pericolosa, ben vengano quindi forme di protesta anche su tematiche interclassiste, che diano al partito l’opportunità di inserire il proprio grimaldello tra le strette fessure che il sistema genera nel proprio blocco di dominio.

Un’opportunità per far crescere la coscienza di classe rivoluzionaria, in un momento storico in cui il proletariato è completamente asservito agli ideali borghesi, ogni forma di protesta deve essere occasione di informazione e propaganda di indirizzo rivoluzionario.

Lo spirito patriottico che mosse inizialmente i parigini ad organizzarsi autonomamente dalle strutture di governo borghesi, non impedì lo sviluppo ulteriore che li spinse a realizzare la prima dittatura proletaria della storia.

Poco importa quindi che l’attuale movimento sia estremamente eterogeneo, con obiettivi che probabilmente sono irrealizzabili nella completezza dovuta, che la parola d’ordine sia nuovamente l’abusato termine demagogico borghese di LIBERTA’, quello che conta è che le masse hanno dimostrato di sapersi muovere quando sono toccate su interessi per loro vitali, che hanno avuto l’occasione di usare strumenti come i canali informatici, normalmente impiegati per scambio di sterili pettegolezzi, per scambiare opinioni, ma soprattutto per organizzarsi; che abbiano raccolto una prima esperienza di quanto sia importante la forza per piegare l’arroganza degli apparati asserviti alla classe dominante, un primo passo che il sistema non esiterà a incentivare con il crescere delle proprie contraddizioni e che, ci si auspica, andrà a scuotere anche l’intorpidito dinosauro che da troppo tempo dorme sotto l’effetto delle droghe del sistema.