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Anticomplottismo o antimarxismo? (Prima parte)

Come premesso nella presentazione, l'attuale amministraziione del sito non condivide completamente tutti i contenuti della componente "la freccia nel tempo" non più fisicamente presente, non è nostro metodo citare con nomi anagrafici autori di tesi, pertanto abbiamo omesso i nomi degli autori citati nell'articolo, per il motivo che non riteniamo responsabili i soggetti individuali degli andamenti degli eventi storici, manteniamo comunque l'articolo come stimolo ad una discussione politica.

la freccia nel tempo

 

Questo scritto non rappresenta solo la risposta all'infame articolo "Considerazioni sul complottismo", che ora si trova nell'"Archivio delle controtesi", ma ha anche un valore che prescinde dalla polemica contingente in quanto per far luce sul punto utilizza solo ed esclusivamente il bagaglio critico della dottrina marxista.  

Amicus Plato sed magis amica veritas

(Aristotile, Etica Nicomachea)

PREMESSA.

I comunisti attingono le informazioni che servono a dimostrare e a ribadire le tesi marxiste da qualunque fonte: nel Rapporto sul controllo mentale abbiamo citato Pasolini in quanto persona informata del fatto che la politica attuale è cannibalismo non solo in senso metaforico ma anche in senso reale, così come nel Rapporto sulla religione abbiamo citato Parinetto in quanto persona informata del fatto che i testi di Marx traboccano di metafore alchemiche, così come avremmo potuto in altra sede citare il senatore missino Nino Tripodi in quanto persona informata del fatto che buona parte del personale politico della democrazia italiana post-bellica (dal PCI alla DC) proveniva dal fascismo senza per questo sposare le tesi politiche di Pasolini, di Parinetto o di Tripodi. Si tratta di un procedimento utilizzato da sempre dalla nostra corrente, che a titolo di esempio in “Auschwitz o il grande alibi” citava Joel Brandt in quanto persona informata del fatto che le SS avevano accettato lo scambio tra prigionieri ebrei e camion che fu invece respinto dagli angloamericani senza per questo sposare l’ideologia del Sig. Brandt.

 

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